venerdì 12 marzo 2010

fuori posto

Avrei bisogno anch' io di un “decreto interpretativo” che mi chiarisse, finalmente, perché ho sempre pagato le tasse. Perché passo con il verde e mi fermo con il rosso. Perché pago di tasca mia viaggi, case, automobili, alberghi. Perché non ho un corista vaticano di fiducia che mi fornisca il listino aggiornato delle mignotte. Perché se un tribunale mi convoca non ho legittimi impedimenti da opporre. Perché pago un garage per metterci la macchina invece di lasciarla sul marciapiede in divieto di sosta come la metà dei miei vicini di casa. Perché considero ovvio rilasciare fattura se nei negozi devo insistere per avere la ricevuta fiscale. Perché devo spiegare a chi mi chiede sbalordito “ma le serve la ricevuta?” che non è che serva a me, serve alla legge. Perché non ho mai dovuto condonare un fico secco. Perché non ho mai avuto capitali all´estero. Perché non ho un sottobanco, non ho sottofondi, non ho sottintesi, e se mi intercettano il peggio che possono dire è che sparo cazzate al telefono. Io - insieme a qualche altro milione di italiani - sono l´incarnazione di un´anomalia. Rappresento l´inspiegabile. Dunque avrei bisogno di un decreto interpretativo ad personam che chiarisse perché sono così imbecille da credere ancora nelle leggi e nello Stato.
Sentirsi così, come su un altro pianeta, come queste efficaci e chirurgiche riflessioni di Michele Serra ci fanno sentire. Cittadino ormai suddito senza diritto alla convivenza civile. Un incubo senza fine, tutto da vivere.



lunedì 8 marzo 2010

senza tempo

"Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e iltornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto. Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare."

Qualunque cosa abbiate pensato, il testo è di Elsa Morante, del 1945, e si riferisce a Mussolini. Ma uomini così in Italia talvolta ritornano, talvolta non sono mai andati via. Gli italiani non riescono a produrre gli anticorpi di questo perenne fascismo.

giovedì 4 marzo 2010

democrazia all'italiana

Per misurare il livello di democrazia di un paese si deve guardare all'obiettività dei mezzi di comunicazione, in particolar modo la televisione per il grado d'influenza sociale che possiede, soprattutto per coloro i quali essa rappresenta, per minor livello di cultura o per consuetudine, l'unico mezzo di informazione a cui poter attingere notizie e crearsi idee e opinioni sui fatti quotidiani.
Quando vedo i tg italiani sento risuonare dentro me una frase di Galeano che in poche parole delinea il nostro sistema d'informazione: "L'informazione crea la realtà, e non viceversa".

domenica 28 febbraio 2010

estraniarsi

Il primo marzo 2010 gli stranieri che abitano nel nostro territorio hanno deciso di scioperare per portare una luce di libertà in tanto clima di odio, ignoranza e razzismo. Un giorno in cui far sentire davvero la loro assenza a un mondo che vorrebbe cancellarli.
Questo blog aderisce allo sciopero e di seguito vi segnala alcune iniziative importanti che si svolgeranno in Sicilia, per essere anche noi stranieri, cioè estranei a questa mancanza di civiltà nei confronti di questi uomini, donne e bambini.
Siracusa e Catania
Alle sei del mattino del 1° marzo gli aderenti ai comitati di Catania e Siracusa faranno un pellegrinaggio in pulmino nei luoghi del caporalato nella campagna attorno a Cassibile. Insieme parteciperanno anche al corteo indetto dagli studenti di Siracusa (partenza ore nove) e al pranzo in solidarietà a padre Carlo D’Antoni, ancora agli arresti domiciliari.
A Catania è previsto un presidio nella zona in cui si concentrano i venditori senegalesi (piazza Stesicoro). Alle 18 una delegazione sarà ricevuta in prefettura, la sera ci sarà una festa etnica. A Siracusa, a conclusione del corteo, ci sarà un momento di intrattenimento , con attività varie, cucina etnica e coinvolgimento degli studenti. Alle 17 ci sarà un dibattito pubblico, la sera un concerto.

Palermo
“Ventiquattr’ore con noi presenti e visibili”. Appuntamento domenica 28 febbraio alle ore 16 in piazza Castelnuovo (Politeama) per la presentazione dell’iniziativa e concerto. A partire dalle ore 21 ci si sposterà nel mercato di Ballarò per la “Notte nera”. Il 1° marzo appuntamento in piazza Bolognini, raduno e partenza del corteo.



giovedì 25 febbraio 2010

il prezzo

C'è una riflessione semplice da fare. I tagli alla scuola, con le ultime novità sulla superiore che continuano a mascherarla in riforma perché suona meglio, hanno tolto ogni dubbio: l'obiettivo è di smantellarla e di svuotarla di contenuti a vantaggio di una società liberista e capitalista che punta su una scuola povera per tutti e privata per i ricchi. Mi prometto di scrivere presto un post analitico sulla questione della scuola pubblica e anzi spero di aprire più di una discussone con i lettori del blog, vista l'importanza e l'urgenza dell'argomento. Ma adesso pongo solo una breve riflessione. Ci dicono che le inefficienze della pubblica amministrazione, della scuola e della sanità sono la palla al piede della nostra spesa e della mancanza di risorse per eventuali investimenti che diano propulsione alla crescita e allo sviluppo economico. Un mantra che ci ripetiamo in ogni dibattito politico. Poi basta guardare i dati della corte dei conti e si scopre che la vera tassa che noi italiani siamo costretti a pagare si chiama corruzione e concussione. Politici, manager e tante escort in questo infinito mare di torte da divorare, senza fretta. A tutti i livelli, corruzione, tangenti, favori e tanti soldi pubblici che volano via lungo strade di diffusa illegalità. Questi sono gli unici sprechi da tagliare. Altro che scuola. Ma questa invece è l'unica spesa in crescita senza controllo. La democrazia per vivere ha bisogno di costi, ma chi ha messo la targhetta del prezzo di questa politica? E i tetti delle fabbriche, e non solo, sono sempre più popolati di fantasmi senza lavoro.